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del 04/06/2006  |
I cani aprono le porte del carcere
Tra maratone, dimostrazioni acrobatiche e percorsi rieducativi, la Brescia cinofila si stringe attorno ai propri amici a quattro zampe. Una realtà complessa e sfaccettata che, al fianco degli amati «super cani» acrobati e saltimbanchi, vede anche situazioni disperate sopratutto in occasione delle vacanze estive.
La recente «Maratona a sei zampe» (organizzata dall’associazione Brescia In) ha visto cani e padroni impegnati in una sfilata benefica per le vie della città in favore dell’Atar, l’Associazione tutela animali randagi che, dal 1990, ha ospitato all’interno di un grande parco nella zona dell’ortomercato oltre 2.100 cani e 1.900 gatti senza fissa dimora.
Eppure i cani assumono sempre più un valore educativo e terapeutico: dalla pet therapy per la riabilitazione dei portatori di handicap alle sperimentazioni con i malati di epilessia (con crisi che, grazie all’olfatto sviluppato, gli amici a quattro zampe riescono a prevenire anche a distanza di molte ore). Tra le scuole di addestramento più richieste c’è la «Madonna della strada» di Pontevico (diretta dall’ex comandante dei carabinieri Aldo Taglietti) che da anni collabora con le forze dell’ordine e la protezione civile ed esibisce in tutta Italia la destrezza dei propri animali. Non solo spettacoli, però. La scuola di Pontevico entra anche in carcere per iniziative di recupero dei detenuti in collaborazione con la direzione penitenziaria di Brescia e la Protezione civile. Dallo scorso mese di gennaio è partito un progetto pilota (il primo in Italia) chiamato gruppo «Argo» che coinvolge otto detenuti del carcere di Verziano e altrettanti cani provenienti dai canili della provincia per insegnare ai detenuti le tecniche di addestramento e soccorso della protezione civile. «Nel corso di un anno, contiamo di portare a termine l’addestramento trasformando i detenuti in volontari disponibili 24 ore su 24» racconta Patrizia Gritti della scuola «Madonna della strada». Un’esperienza che, in previsione del ritorno all’attività lavorativa, potrà essere utile anche al di fuori delle mura penitenziarie ai detenuti scelti che, al termine del corso, riceveranno un brevetto da istruttori cinofili.
Dopo la kermesse di venerdì sera a Palazzolo, i cani Dago, Pino, Morgana, Merlino e Rex, gli istruttori di Pontevico, gli agenti di polizia carceraria e i detenuti scelti del progetto «Argo», si esibiranno venerdì prossimo (a partire dalle 20.30) nel corso della festa finale della scuola Audiofonetica di Mompiano.
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del 03/06/2006  |
Copyright sugli animali
Una cosa si deve ammettere: il «partito delle tasse» ha una indubbia creatività. Quando poi si integra con i movimenti ambientalisti, l'esito è sorprendente. Vediamo l'ultima trovata. L'idea è semplice: tanta pubblicità usa gli animali per far vendere i prodotti, dalla tigre, alla scimmia e così via. Allora, visto che che gli inserzionisti pagano attori, musicisti, sportivi che prestano il loro volto ai marchi, perché non dovrebbero pagare anche gli animali? Ecco allora l'annuncio della prossima costituzione di Animal copyright foundation, un'idea del regista e fotografo Gregory Colbert, famoso per la sua mostra Ashes and snow (ceneri e neve) che raccoglie centinaia di foto e filmati di animali. L'obiettivo di Colbert è di iniziare dal 1° gennaio 2007 a raccogliere l'1% della spesa per la pubblicità che usa animali.
La Fondazione agirà come un «procuratore» a tutela della «proprietà intellettuale» degli animali. «Quando prendiamo qualcosa dalla natura, siamo obbligati a pagarlo» è il principio che Colbert vuole affermare con questa iniziativa. Il ricavato di questa tassa andrà a sostenere progetti per la conservazione della natura e delle specie animali in tutto il mondo. Aspetto interessante della questione è il modo in cui Colbert pensa di convincere aziende e agenzie a versare il copyright: la mobilitazione di tutto il mondo ambientalista, animalista e no-global che pagheranno il copyright e non esporranno nelle loro pubblicità il marchio dell'Animal Copyright (una A contenuta nella C), lanciando anche campagne di boicottaggio. Quanto successo avrà l'iniziativa non possiamo saperlo, di certo possiamo prevedere l'inizio di un nuovo capitolo di «ecoterrorismo».
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del 03/06/2006  |
BERGAMO: VIETATO AVERE PIU' DI DUE CANI O 4 GATTI
Vi piacciono i cani? Bene, l'importante e' che non vi piacciano troppo. Nel senso che e' permesso possedere due cani, ma non di piu'. Se vi beccano con il terzo cucciolo rischiate di vedervi appioppata una multa di 500 euro. La dice il nuovo regolamento di Polizia municipale del Comune di Berbenno, in Valle Imagna, che ha stabilito il numero massimo di animali che e' possibile possedere: i cani sono appunto al massimo due, mentre i gatti sono i proverbiali quattro. Le eventuali cucciolate sono ammesse, ma solo fino allo svezzamento: poi bisogna trovare un modo per sbarazzarsene. Il Comune ha pensino pensato agli amanti dei furetti: anche per loro il numero massimo e' quattro. "Vogliamo farci promotori della cura degli animali - ha spiegato il sindaco Alessandro Pellegrini -. La speranza, oltre a contrastare il randagismo, e' di diffondere nella popolazione un senso di rispetto anche per le bestie. E' gia' difficile tenere un cane quindi il numero massimo di due ci e' sembrato giusto. Certi fenomeni di randagismo sono dovuti anche al voler avere troppi animali. Nessuno ha sollevato problemi: prima di muoverci abbiamo sondato la gente". C'e' da dire che il regolamento (che prevede multe da 25 a 500 euro) specifica che intende garantire un trattamento adeguato agli animali: cibo, pulizia e ricovero devono tenere in considerazione il benessere dell'animale, mentre guinzaglio e museruola non sono obbligatori per i cani se ci sono le condizioni di sicurezza, e i cittadini sono chiamati a segnalare la presenza di animali incustoditi.
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