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News
del 07/09/2005  |
Obbligo di museruola e guinzaglio....
Museruola e guinzaglio sono obbligatori per tutti i cani che, con il loro padrone, entrano in un locale pubblico oppure salgono a bordo di autobus e treni. Almeno uno dei due strumenti di controllo è necessario anche in tutti i luoghi aperti al pubblico, nei parchi e sulla strada.
Misure di controllo particolari sono poi necessarie per tutti quegli esemplari che fanno parte delle razze considerate 'pericolose', come previsto da un'apposita ordinanza del ministero della Salute. In particolare, è necessario stipulare una polizza assicurativa che copra eventuali danni provocati dall'animale alle persone.
Il proprietario di un animale è sempre responsabile per qualsiasi danno provocato, anche in caso di fuga o smarrimento. Abbandonare cani e gatti, dal 2004, è poi un reato punito con una sanzione amministrativa, mentre in caso di maltrattamenti è prevista anche la detenzione in carcere. Tutti i cani devono essere registrati all'apposita anagrafe.
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News
del 07/09/2005  |
Task force per salvare gli animali a New Orleans
Nell'immane disastro umano provocato da Katrina c'è un altro dramma che sta commuovendo l'America: quello delle centinaia di cani, gatti e animali domestici che gli sfollati sono stati costretti ad abbandonare. L'America intera si è commossa per Palla di Neve, un cucciolo che non ha potuto seguire il suo padroncino durante l'evacuazione verso Huston.
Squadre di animalisti sono a New Orleans per salvare il cucciolo e gli altri animali abbandonati, portando loro cibo e acqua potabile. Associazioni veterinarie e organizzazioni per la difesa degli animali domestici stanno lavorando freneticamente a New Orleans in queste ore per salvarne il maggior numero possibile e per liberare quelli che sono rimasti intrappolati nelle loro gabbie o cucce durante l'uragano.
Nell'America che si dispera di fronte a una devastazione destinata a rivelare nei prossimi giorni la vera entità dell'orrore, c'è anche chi si aggrappa a una storia che ha già assunto la forza del simbolo. La storia di Palla di neve riassume in sé il dramma di centinaia di sfollati che sono stati costretti a partire abbandonando cani e gatti, criceti e canarini e quei cari compagni di strada che in inglese sono teneramente definiti "pets".
Palla di neve è uno dei tantissimi "pets" che gli sfollati hanno dovuto abbandonare al loro destino. Il cucciolo, che un bambino di New Orleans aveva cercato di far salire sull'autobus diretto a Huston, era stato bloccato da uno degli agenti incaricati dell'evacuazione. Il piccolo, quando si è reso conto che non sarebbero state fatte eccezioni, ha cominciato a urlare e a piangere disperatamente. Con il cuore in gola, mentre l'autobus lasciava la città, aveva continuato a gridare "Palla di neve, Palla di neve!".
I genitori e i passeggeri avevano cercato di confortarlo in tutti i modi ma senza risultati. Il bambino, tra lacrime e lamenti, è anche stato male e ha cominciato a vomitare. La storia è presto giunta alle orecchie dei cronisti locali per poi rimbalzare a livello nazionale. La vicenda ha presto commosso l'America che ha dato inizio ad una vera e propria caccia a Palla di neve: c'é chi ha offerto ricompense a chi riuscirà a trovare il cucciolo e lo riporterà al bambino.
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del 06/09/2005  |
Proposta per il blocco delle importazioni nell'Unione Europea degli uccelli catturati in natura
Il numero dei pappagalli in natura è in costante declino. La famiglia degli Psittacidi comprende più specie minacciate di qualsiasi altra famiglia di uccelli. La 'Lista Rossa' include 94 specie di pappagalli che vengono attualmente considerati vulnerabili, minacciati o seriamente minacciati di estinzione. Molte altre sottospecie sono altrettanto a rischio. Per la maggior parte delle specie minacciate, le catture per il commercio sono la causa principale del loro declino. Una nuova ricerca scientifica condotta nei paesi neotropicali ha dimostrato che questo commercio è dovuto alla richiesta di mercato di specie grandi e costose. La correlazione chiara e diretta tra il commercio legale e quello illegale indica che limitando o vietando il commercio legale si ridurrà anche quello illegale, al contrario di quanto viene spesso sostenuto. Le normative attuali sono solo parzialmente applicabili e falliscono nel proteggere le specie alle quali sono indirizzate. L'operato della CITES indica che le normative non sono basate su dati scientifici recenti, vengono aggirate facilmente, sono applicate solo parzialmente, l'inosservanza è generalmente tollerata e raramente vengono applicate delle sanzioni. E' arrivato il momento di applicare delle soluzioni più efficaci che eliminino la richiesta di queste specie selvatiche. Questo commercio è crudele e disumano per decine di migliaia di pappagalli estremamente intelligenti e socievoli.
I dati sull'inaccettabile livello di mortalità provocato dalle catture, le spedizioni e il periodo di quarantena dimostrano che questo commercio sottrae alla natura molti più esemplari di quelli che raggiungono i mercati europei e asiatici. La maggior parte dei pappagalli di cattura non si adatta ad essere addomesticata, migliaia di questi pappagalli finiscono per essere non voluti e maltrattati.
Le normative che hanno bloccato le importazioni degli esemplari catturati in natura hanno ottenuto ottimi risultati negli USA.
Le importazioni legali e illegali sono state quasi del tutto eliminate e gli esemplari
riprodotti in cattività non sono mai stati tanto numerosi ed economici.
L'istituzione del Wild Bird Conservation Act negli USA ha permesso di cessare le importazioni dei pappagalli catturati in natura in quello che era il maggior importatore mondiale. I nuovi dati sui livelli delle catture nei paesi neotropicali hanno rivelato una riduzione significativa successiva all'applicazione del Wild Bird Conservation Act, indicando che queste normative possono costituire una eoluzione estremamente efficace.
Tra il 1997 e il 2000, sono stati importati ufficialmente nell'Unione Europea
469.602 esemplari catturati in natura appartenenti a 111 specie.
L'importazione da parte dei paesi industrializzati dell'Europa e dell'Asia di pappagalli catturati in natura è uno sfruttamento delle risorse naturali dei paesi in via di sviluppo, non biologicamente o economicamente sostenibile.
Le specie più richieste hanno un lungo potenziale di vita e un basso tasso riproduttivo, non sono perciò in grado di sostenere dei livelli di cattura alti. La richiesta di mercato relativamente costante sommata alla disponibilità sempre maggiore di esemplari riprodotti in cattività, ha ridotto notevolmente il valore economico degli esemplari prelevati in natura. Inoltre, se si considerano i costi per
monitorare le popolazioni selvatiche delle specie commerciabili e per applicare
scrupolosamente le norme sul commercio internazionale, si vanifica il concetto di
""sostenere i paesi in via di sviluppo"". In realtà questo commercio causa l'
impoverimento di risorse naturali ed economiche di questi paesi, impedendo
l'applicazione di soluzioni costruttive come lo sviluppo dell'ecoturismo.
L'osservazione dei pappagalli in natura è diventata un'attrattiva enormemente popolare che genera ad alcuni paesi tropicali un reddito annuale di milioni di dollari. Il turismo crea dei posti di lavoro stabili per le popolazioni indigene. Quando l'ecoturismo viene applicato bene, favorisce la protezione a lungo termine delle aree naturali. Inoltre, l'attenzione internazionale generata dai programmi di
ecoturismo crea un senso di orgoglio nazionale per le risorse naturali,
contribuendo ulteriormente alla conservazione ambientale. Al contrario, la cattura dei pappagalli per il commercio genera un numero limitato di posti di lavoro
temporanei, con la maggior parte dei guadagni che vanno agli intermediari
nelle grandi città invece che alle popolazioni indigene.
La soluzione
Riteniamo che l'unica soluzione efficace ed applicabile sia quella di far cessare immediatamente l'importazione nell'Unione Europea degli uccelli catturati in natura. Gli uccelli che arriveranno nei paesi dell'UE dovranno
essere considerati esemplari di cattura ai quali non è consentito l'accesso in mancanza di documenti (comprese le analisi genetiche) e altri mezzi di identificazione (anelli inamovibili o microchip) che dimostrano chiaramente
che ogni esemplare è stato riprodotto in cattività in una struttura autorizzata dall'IUCN (World Conservation Union).
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