
News Mondo Animale
Tutte le ultime news dal modo degli animali
ma anche le news inserite nel corso dei vari anni , da paradisoanimali.
Inserito In Data: 23/10/2007
Sono stati battezzati oggi i due cuccioli di foca dell'Acquario di Genova: Asso, nato da Christianne all'alba del 30 giugno, e Freccia, nato da Tethy la mattina del 14 luglio. Madrina e padrino d'eccezione la tuffatrice campionessa mondiale Tania Cagnotto e il padre ex campione olimpico, Ct della Nazionale e suo allenatore Giorgio Cagnotto. All'evento hanno presenziato anche il Vice Presidente Lorenzo Ravina e il Consigliere Gianfranco De Ferrari della Federazione Italiana Nuoto. I nomi dei due cuccioli sono stati scelti dai lettori della Gazzetta dello Sport, attraverso un sondaggio effettuato sul sito del quotidiano nel mese di agosto. A votare sono state oltre 11.000 persone: dei 13 nomi proposti, Freccia ha ricevuto il 13,2% delle preferenze, mentre Asso e' stato scelto dal 10,6% dei votanti. Tania e Giorgio Cagnotto hanno dato il benvenuto ufficiale ad Asso e Freccia, partecipando alla sessione del pasto mattutino delle ore 11 e tagliando quindi una speciale torta in loro onore. Asso e Freccia sono molto curiosi, intraprendenti e vivaci, passano molto tempo in acqua nuotando e giocando tra loro e con le altre foche. I visitatori li possono ammirare nelle loro evoluzioni subacquee dal primo piano del percorso espositivo. I due cuccioli sono svezzati da oltre un mese e seguono la dieta ''da grandi'': hanno quindi ognuno il proprio posto assegnato nella piattaforma di roccia che funziona da tavola e vengono cibati cinque volte al giorno insieme alle altre foche. Mangiano circa 2,5 kg di pesce (aringhe e capelin) al giorno.
Inserito In Data: 21/10/2007
C’è chi comincia a prendere the oppure orzo caldo la mattina per colazione, come gli scimpanzè del Bioparco di Roma, mentre altri, come le giraffe nel parco faunistico di Fasano (Brindisi), il più grande d’Italia, possono contare sull’aiuto di lampade a raggi infrarossi o termoventilatori per riscaldarsi. Cosi gli animali che vivono in cattività nei parchi affrontano il freddo in arrivo, dove ogni specie ha una sua strategia. Nello zoo safari pugliese «ospitiamo 1.800 esemplari di 200 specie diverse - spiega Fabio Rausa, direttore zoologico della struttura - e qui d’inverno è raro arrivare allo zero, in genere non si scende sotto i 5 gradi». I mammiferi, non solo di aree temperate ma anche esotici, non hanno grossi problemi con il freddo, basti pensare agli sbalzi di temperature fra giorno e notte anche nel deserto. La soluzione per loro è nel “vestito” giusto per la stagione. «Il cammello ad esempio raddoppia la quantità di pelo - spiega Rausa -mentre lo yak, degli altopiani del Tibet, è già a pelo lungo. Gli orsi hanno a disposizione stalle interne non riscaldate, ma l’importante per tutti è che non rimangano esposti a pioggia, neve o vento se rimangono fuori». E allora per daini, cervi, mufloni, cosi come per gli yak, esistono apposite tettoie in tutta l’area del parco. A zonzo fuori rimane anche qualche antilope e zebra, mentre gli elefanti vengono chiusi nelle stalle notturne. Diverso il discorso per le giraffe, particolarmente sensibili al clima, che in casi estremi possono contare su lampade a raggi infrarossi o termoventilatori. Anche leoni e tigri aumentano il sottopelo, poco visibile dall’esterno, ma vengono messi al chiuso comunque più per ragioni di sicurezza che per motivi di clima . Poi ci sono gli uccelli. «Quelli grossi come struzzi, emù, anatre, oche o cigni vivono all’aperto tutto l’anno - racconta il direttore zoologico di Fasano - mentre quelli piccoli come i pappagalli, dagli ara ai cacatua, stanno in voliere con pareti ricoperte da una plastica robusta e semi trasparente». Uccelli molto piccoli, come diamanti o tessitori, hanno una sorta di ternario nella sala ornitologica, con lampade che riscaldano l’ambiente . Le lampade ad infrarossi servono invece per i piccoli nati la stagione precedente o gli esemplari malati. Poi ci sono i rettili, a sangue freddo, con un minimo e un massimo di temperatura consentito, sia in natura sia in cattività . Alcuni adulti di testuggini o serpenti vanno in letargo in appositi contenitori di plastica dentro stanze sui 10 gradi. Ci sono terrari adatti ad ogni specie, con piccole lampade adeguate alla teca e riscaldamenti sotto sabbia, ghiaia o corteccia a seconda della zona di provenienza dell’animale. «Esemplari esotici come iguana, boa, pitoni, sono mantenuti in teche dai 25 ai 35 gradi - spiega Rausa - e deserticoli come uromastici hanno la parte più calda del ternario anche a 45 gradi». I pesci sono tranquilli tutto l’anno nell’acquario, a 25 gradi. Anche nel Bioparco di Roma con il freddo cambia qualcosa. Nella stagione invernale infatti si modifica innanzitutto il menu. «Più che per il clima gli animali risentono delle ore di luce a disposizione - spiega Fulvio Fraticelli, direttore scientifico del Bioparco - in cui devono accumulare la stessa energia. In caso di abbassamento rapido delle temperature allora si provvede a fornire cibi più grassi e zuccherini. Gli scimpanzè fanno colazione con l’orzo caldo con il miele oppure con il the diluito con il latte; i leoni mangiano carne rossa (d’estate avevano quella bianca) ed elefanti, ippopotami, antilopi e cammelli rimediano erba in più . Certo, se diventa necessario, i ricoveri interni vengono riscaldati».
Inserito In Data: 07/10/2007
Scimmie, gazzelle e altri animali morti, talvolta già in avanzato stato di decomposizione. E' quel che salta fuori da bagagli intercettati alla dogana dell'aeroporto internazionale ''Leonardo da Vinci'' di Fiumicinoappartenenti a immigrati provenienti soprattutto da paesi come Nigeria, Cina,Pakistan, Eritrea ed Etiopia. Un macabro fenomeno, apprende l'ADNKRONOS da fonti della Guardia di Finanza, che è in costante aumento. Le Fiamme Gialle, dopo numerosi ritrovamenti, hanno tracciato una sorta di identikit dei passeggeri che arrivano nel nostro Paese portandosi in valigia animali morti, appartenenti spesso a specie che non sono in commercio in Italia, ma la cui carne viene considerata pregiata ed è diffusa nella cucine tradizionali di origine. Dai controlli eseguiti finora, la macabra importazione viene solitamente effettuata da uomini e donne stranieri, di età compresa tra i 30 e i 60 anni, di livello culturale basso e che, in violazione a tutte le norme igienico-sanitarie, si ostinano a portare con sé le ''prelibatezze'' della loro cucina nascondende gli animali all'interno di voluminosi bagagli. Talvolta riescono a passare i controlli. Risultato? Scimmie, gazzelle e pesci vengono messi a disposizione delle varie comunità etniche di appartenenza per banchetti e speciali festeggiamenti, o vengono venduti ai propri connazionali come merce rara. Il caso più recente ha riguardato a Fiumicino una coppia di pakistani, residenti in Italia e di ritorno da un viaggio nel Paese di origine. Nel corso di normali controlli effettuati dalla Guardia di Finanza, tra gli indumenti nei loro bagagli era celato di tutto: pesci, volatili, scimpanzè. Una scena da brivido per gli 'addetti ai lavori': le carcasse degli animali erano già in stato di avanzata decomposizione, ormai pieni di vermi. Il fenomeno, che via via si è andato incrementando con l'arrivo di extracomunitari in Italia, dura da anni e tra i primi episodi i baschi verdi ricordano ciò che accadde quando circa cinque anni fa era ancora attivo il colegamento da Lagos. In un controllo nei confronti di alcuni passeggeri provenienti dalla Nigeriia, dai loro bagagli spuntarono scimmie che erano state prima scuoiate, poi fatte a pezzi e infine arrostite e trasportate in Italia per essere mangiate. Da allora l'episodio non è rimasto isolato. Somiglianti, una volta cotte, alle nostrane 'porchette', le scimmie destinate a finire sulle tavole rientrano nel menu di molte cucine esotiche, in primo luogo la Cina, dove è uso comune, peraltro, mangiarne il cervello crudo. Sono proprio questi animali, accanto a particolari qualità di pesce, impossibili da reperire in Italia, a figurare sempre piu' spesso nella lista dei ritrovamenti da film dell'orrore alle dogane degli scali italiani. Cosa che accade almeno un paio di volte al mese nel corso dei controlli random effettuati alla dogana. Ma il fenomeno non riguarda solo gli animali destinati ad essere cucinati. Molto diffuso è anche il traffico di esemplari vivi di specie rare e protette, soprattutto rettili, pappagalli e tartarughe. A intervenire in questo caso è anche il Cites, il nucleo specializzato del Corpo Forestale dello Stato che si occupa di far rispettare la Convenzione di Washington in materia. Tra i blitz più importanti messi a segno all'aeroporto di Fiumicino, il sequestro, mesi fa, di 230 tartarughine provenienti dal Nilo e destinate al mercato napoletano, dove avrebbero fruttato almeno duemila euro ciascuna. Salate le sanzioni previste dalla legge: nei casi in cui gli animali vengano trasportati senza le regolari autorizzazioni Cites, sono previste multe dai 7mila ai 70mila euro, e in taluni casi si puo' arrivare addirittura all'arresto
Inserito In Data: 08/10/2007
Cuccioli e padroni, attenzione: ha aperto i battenti la prima struttura veterinaria pubblica di Ostia. Il centro si trova in via Forni e offre visite gratis o a poco prezzo a tutti gli animali del quartiere. LA STRUTTURA - Voluta dal XIII Municipio che ha messo a disposizione i locali e contribuito al restyling, è aperta ai cittadini che hanno a cuore la sorte degli animali randagi e a quei proprietari che sceglieranno di utilizzare il servizio pubblico per far curare i loro amici a quattro zampe. Soddisfatto il delegato alla Sanità dell'ex circoscrizione, Fabio Valente, che ha sottolineato: Non solo ci saranno interventi gratuiti sugli animali privi di padrone, ma sarà anche possibile prenotare visite private a tariffe contingentate e a costo prefissato".
Inserito In Data: 05/10/2007
Il 6 e 7 ottobre 2007, per la “Giornata degli Animali”, iniziativa dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), saranno allestiti 200 banchetti in tutta Italia, dove si potrà votare per “La città degli Animali” un referendum con cui sollecitare le pubbliche amministrazioni ad adottare dei provvedimenti in favore degli animali, richiesti direttamente dai cittadini. A Roma i volontari saranno a largo Argentina e al centro Commerciale Romaest di Ponte di Nona, primo piano ingresso sud. Ai banchetti si potrà chiedere informazioni sull’attuale normativa a tutela degli animali e ogni altra informazione circa il loro benessere, nonché segnalare situazioni di maltrattamento alle Guardie Zoofile dell’ente; saranno anche distribuiti i ciondoli emblema della giornata, un simbolo di amicizia tra uomini e animali. La sezione di Roma dell’Enpa si trova in via Terni 42, tel. 0670307099, fax.0670307091 Per ulteriori informazioni visitare il sito www.enpanet.it/roma
Inserito In Data: 04/10/2007
Una giovane donna greca residente sull'isola di Tinos e di cui si conosce solo il nome - Niki (Vittoria) - mentre passeggiava sulla spiaggia ha udito i versi disperati di una foca monaca neonata che si dibatteva tra le onde e per salvarla non ha esitato un solo istante a gettarsi in mare, in quel momento agitato da raffiche di vento a forza nove. Lo riferisce l'agenzia greca Ana precisando che la piccola foca - che ha appena quattro giorni di vita e si presume sia stata strappata dalla madre dalla violenza delle onde - aveva ancora attaccata parte del cordone ombelicale quando e' stata salvata e portata negli uffici dell'autorita' portuale. Da qui i responsabili hanno subito preso contatto con la 'MOM', la societa' greca per lo studio e la protezione della foca monaca, per sapere come dare le prime cure al cucciolo che e' stato chiamato Vittoria come la sua salvatrice. Quando le condizioni meteorologiche sono migliorate, a Tinos sono arrivati due biologi e un docente di veterinaria dell'Universita' Aristotele di Salonicco (la squadra di soccorso del MOM), che si sono presi cura della piccola foca e l'hanno trasferita nel Parco nazionale marino sull'isola di Alonissos, nelle Sporadi. Qui il cucciolo - che si trova tuttora in condizioni definite ''critiche'' e solo tra due settimane potra' essere considerato fuori pericolo - ricevera' le cure del caso per i quattro mesi necessari allo svezzamento e quindi sara' aiutato a prendere confidenza con il mare prima di essere restituito al suo ambiente naturale.
Inserito In Data: 05/10/2007
Un vero e proprio blitz animalista nella notte in un allevamento di Appiano Gentile (Como), nel Comasco, dove ignoti hanno devastato l'azienda agricola 'Carbunitt' liberando nel vicino bosco oltre 800 conigli, molti dei quali sono poi morti. "Se chi ha compiuto questo scempio parla di amore verso gli animali - dice l'allevatore - io per amor loro li prenderei a calci. Questa e' stata devastazione, atto vandalico, altro che amore verso gli animali. Se proprio volevano liberare i conigli non vi era alcuna necessita' di lasciarsi alle spalle tutti i danni che hanno provocato". Un episodio analogo era avvenuto il 31 luglio scorso ai danni di un altro allevamento di conigli a Lomazzo (Como). In quel caso era stata presa di mira l'azienda agricola 'La Costa' dove ignoti avevano liberato nei boschi oltre duemila dei 13mila capi allevati. Non e' escluso che possa essere opera delle stesse persone. "Siamo qui da tre anni - spiega Fabio Vigano' che con il fratello Elio porta avanti l'azienda agricola -. Non e' mai successo niente. Quando era accaduto l'episodio di Lomazzo eravamo rimasti molto scossi". Secondo quanto ricostruito, i presunti animalisti hanno dapprima tentato di entrare nel capannone dove si trovano le coniglie fattrici. Non riuscendo a forzare la porta d'emergenza che si affaccia sul bosco, hanno spaccato un vetro e poi hanno sfasciato le circa 1.500 gabbie. Con le cesoie hanno tagliato gli sportelli. Tutte le schede relative agli animali sono state buttate nei liquami e nel letame. Poi circa meta' dei conigli presenti sono stati portati nel bosco. Molti sono morti mentre venivano sfasciate le gabbie. Alcuni addirittura sono stati trovati sgozzati. "Di quelli buttati nel bosco, la maggior parte e' stata uccisa probabilmente da altri animali nella notte. Molti altri sono destinati a morire perche' hanno il bacino e le gambe rotte. Buona parte delle coniglie avrebbero dovuto partorire fra pochi giorni ma dopo lo choc subito potrebbero anche perdere i piccoli".
Inserito In Data: 28/09/2007
Hanno prima sbranato degli animali, comprese due caprette ed un asinello, poi hanno tentato di aggredire due uomini che erano intervenuti nel tentativo di salvare il bestiame. E' successo ieri attorno alle 21,30 a Coltaro di Sissa (Parma) nell'oasi naturalistica La Garzaia Zamorani, protagonista un branco di cani randagi, fra cui anche dei pitbull, già segnalato lungo la golena del Po. I cani si sono avventati prima sugli animali di grossa taglia: su un asinello, colpito a morte, poi su un'asina, ferita al collo e all'addome, infine è stata la volta delle due caprette sbranate assieme a cigni e papere. Allarmati dalle grida degli animali, sono intervenuti due addetti all'oasi che hanno cercato di allontanare i cani con un forcone ed un badile. Ma il loro tentativo è stato inutile: nonostante colpissero gli animali con gli attrezzi agricoli il branco ('il più aggressivo era un pitbull', hanno raccontato) si è lanciato sui due costringendoli a cercare rifugio in una jeep, da dove hanno chiamato il 112. Ma quando sono arrivati i carabinieri dei cani non c'era più traccia: erano spariti tra la vegetazione che costeggia il fiume Po. "Era impossibile fermarli anche colpendoli con il forcone - ha raccontato Silvano Gerbella, presidente dell'oasi - La cosa che ha fatto più paura è il fatto che abbiano continuato a sbranare gli animali senza motivo. La loro aggressività non era motivata dalla ricerca di cibo: alla fine non hanno mangiato nulla". Cani e padroni: un rapporto all’insegna della responsabilità L’assessore Meo commenta i fatti dell’oasi di Coltaro. Appello perché i possessori di cani perché controllino e seguano il loro animale “Ciò che è accaduto nell’oasi faunistica “La garzaia Zamorani” di Coltaro, è un fatto grave che va preso molto sul serio soprattutto se consideriamo il rischio che hanno corso sia gli animali lì ospitati che le due persone coinvolte a cui va la nostra solidarietà” Gabriella Meo, assessore ai Parchi e alla Biodiversità, commenta l’aggressione avvenuta nell’Oasi qualche giorno fa ad opera di un gruppetto di cani. “ E’ certamente necessario approfondire l’accaduto – spiega l’assessore - ma mi sento in obbligo di sottolineare che nel nostro territorio non esiste un randagismo vero e proprio e questo grazie ai tanti volontari e operatori dei canili, semplici cittadini, che raccolgono i cani abbandonati ricoverandoli nelle strutture che il territorio mette a disposizione. Piuttosto sono un rischio reale i cani con proprietari, a cui è consentito di vagare liberamente. Questo è un fenomeno che esiste solo in campagna, ma può rappresentare un rischio come dimostrano i fatti accaduti. Per questa ragione mi sento di fare un appello a tutti i possessori di cani perché controllino e seguano il loro animale, con responsabilità e affetto. Contro l’abbandono la Provincia si batte con costanza e convinzione, così come persegue chi utilizza i bocconi avvelenati. Se tutti quelli che amano il cane e ne condividono la vita si regolassero in questo modo episodi come quelli di Coltaro non accadrebbero”. La Provincia ha attivato da circa un anno un numero verde 800-305662, una vera e propria linea di intervento sui diritti degli animali a cui chiedere informazioni, segnalare fatti accaduti, o chiedere aiuto per emergenze riguardanti gli animali.
CONDOMINIO-Riforma: novità ani....
Vincenzo
