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| 25/06/2007 |
Arriva il gel che scaccia le meduse
Non è come nel film «Alla ricerca di Nemo », dove il piccolo pesce-pagliaccio- protagonista riesce a passare tranquillamente fra i tentacoli delle meduse: gli umani non sono così fortunati e l’incontro con questi esseri marini non è spesso piacevole.
ALLARME IN SPAGNA — Così in Spagna, alle prese con una massiccia invasione di meduse che ha costretto il governo a lanciare un «Piano Medusa» con uno stanziamento di 400 mila euro, si stanno studiando rimedi preventivi che aiutino i bagnanti a mettersi al riparo dalle ustioni da contatto con questi animali. E si sta anche cercando di capire quali fattori possono influenzare la loro proliferazione e quali specie sono più diffuse in quelle regioni del Mediterraneo. L’anno scorso le acque spagnole sono state invase da 60 milioni di meduse e, secondo la Croce Rossa, sempre l’anno scorso almeno 70.000 spagnoli sono stati «aggrediti » da questi animali marini. Le meduse, che appartengono alla famiglia dei celenterati e che sono diffuse in tutto il mondo (se ne contano almeno 300 specie) pungono la pelle grazie agli cnidocisti, particolari cellule che, se toccate, estroflettono dei filamenti urticanti: questi ultimi penetrano immediatamente nella pelle e provocano dolore e gonfiore.
URTICANTE — La sostanza urticante, in realtà, è una miscela di tre
proteine che hanno capacità paralizzante, urticante e neurotossica. Almeno 150 milioni di persone in tutto il mondo sono esposte ogni anno all’aggressione da meduse e spesso i danni sono limitati a bruciature e dolore, ma possono essere più preoccupanti quando interessano buona parte del corpo o quando pungono specie di meduse particolarmente velenose. E’ da tempo che i ricercatori si stanno occupando di come prevenire gli effetti del contatto con questi animali marini e un gel, messo a punto da un’industria israeliana e studiato anche all’università di Stanford, negli Stati Uniti, ha dato buoni risultati prima in laboratorio e poi anche nel mondo reale. IL
GEL REPELLENTE — I volontari che hanno voluto sperimentarlo in laboratorio all’università di Stanford, hanno immerso un loro braccio, protetto dal gel, in una vasca piena di meduse e l’altro, spalmato con una sostanza simile, ma non protettiva, in un’altra vasca. Risultato: il gel «medicato » riusciva a prevenire l’85 per cento delle lesioni. Un’altra ricerca, sempre americana, ha dimostrato che lo stesso effetto della crema, da spalmare su tutto il corpo, si mantiene anche durante un bagno in acque infestate dalle meduse. L’ingrediente chiave di questo prodotto è una sostanza che un pesce, proprio il pesce- pagliaccio, usa per proteggersi contro le punture di altri animali: questa componente impedisce alle cellule- arpione della medusa di attivarsi interferendo con alcuni processi biochimici. In altre parole, si comporta come un vero e proprio «repellente ». Ora si tratta di confermare queste proprietà, attraverso una nuova serie di esami e di test sull’uomo, e di verificare se questo prodotto funziona anche sulle meduse che stanno già infestando i mari della Spagna. Intanto vale la pena di ricordare che in caso di ustione da meduse non particolarmente grave, basta applicare acqua calda (la tossina è termolabile) o acqua e bicarbonato
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| 25/06/2007 |
BOOM DI NUOVI FARMACI, ANCHE CONTRO OBESITA' E ANSIA
Altro che collari antipulci e polverine contro le zecche: il mercato dei farmaci per animali è in continua espansione, e fra i nuovi medicinali in arrivo sul mercato ci sono gli stessi probabilmente usati dai padroni, come ansiolitici e pillole dimagranti. Lo sostiene un editoriale apparso sulla rivista Chemical and Engineering news della Società Chimica Americana. Un esempio delle nuove specialità in arrivo è la pillola dimagrante per cani, approvata anche in Europa pochi mesi fa.
Quasi a conferma del detto che il cane assomiglia al padrone, la pillola è destinata ad avere un grande successo, visto che il 40% dei cani americani è in sovrappeso. Fra le medicine approvate recentemente c'é anche il primo ansiolitico per quattrozampe, che contiene la fluoxetina, il principio attivo del Prozac. Secondo quanto riportato dalla rivista, il mercato dei farmaci per cani e gatti ha raggiunto la cifra di 18 miliardi di dollari nel 2006 solo negli Usa, ed è in continua crescita.
Per questo tutte le grandi compagnie farmaceutiche si sono attrezzate con divisioni apposite, che raggiungono anche il 10% degli investimenti totali in ricerca e sviluppo. "Da un punto di vista del business, le multinazionali hanno visto che c'é un ottimo ritorno economico degli investimenti - sostiene Peter Hanson, direttore della ricerca di una società nata da Merck e Sanofi per sviluppare un antitumorale per cani - non ci sono in questo campo farmaci singoli da miliardi di dollari ma una serie di molecole che hanno un buon successo".
Secondo le proiezioni degli esperti, la prossima frontiera dei farmaci per animali è simile a quella per gli umani: la lotta all'invecchiamento. "La gente diventa sempre più vecchia, e vuole che anche i propri animali lo facciano - spiega Ernst Heinen, vicepresidente della ricercarca di Bayer Animal Health - questo apre lo spazio a nuovi trattamenti, che è dove stiamo guardando con interesse noi e i nostri competitori".
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| 22/06/2007 |
Emergenza caldo: come proteggere gli animali
L’estate, con le sue temperature, può essere un problema anche per gli animali. Lo dimostra il fatto che in questo periodo le forze dell’ordine devono rispondere a diverse segnalazioni di animali chiusi in automobili incustodite. Questo può essere causa di morte: una morte dovuta alla leggerezza di qualche essere umano.
Infatti, se la temperatura esterna è di 30 gradi centigradi, quella interna di una macchina parcheggiata al sole può raggiungere anche i 50 gradi in poco tempo. Anche sono nel breve periodo necessario per fare la spesa. Tenere aperti i finestrini e lasciare una ciotola d’acqua non serve: i cani e i gatti, coperti per oltre il 90 per cento del corpo di pelo, e con bassissime capacità di sudorazione, sono più suscettibili delle persone al colpo di calore, e gli animali giovani e anziani lo sono ancora di più. Anche se al momento del parcheggio l’auto è all’ombra, è bene tener presente che in breve tempo potrebbe trovarsi al sole.
Non c’è un modo sicuro di lasciare un animale da solo in auto, di giorno in estate. Farlo potrebbe costituire reato: il maltrattamento di animali è infatti perseguibile per legge, e prevede sanzioni dalla multa al carcere.
Cosa fare se vedete un animale chiuso in auto? Se sembra essere abbattuto ed avere problemi nella respirazione, probabilmente è già in difficoltà. Se non è reperibile il proprietario dell’auto, chiamate subito le forze dell'ordine: la Polizia Municipale, i Carabinieri, il Corpo forestale dello Stato. I numeri di telefono 112 e 113 sono utilizzabili anche per questi casi. Mentre aspettate il loro arrivo, cercate di creare ombra con i mezzi che avete, per esempio con dei giornali sul parabrezza. Non abbiate mai paura di aiutare un animale che vedete soffrire in queste condizioni: a volte bastano pochi istanti di indecisione che possono essere fatali.
Pronto soccorso per il colpo di calore (ipertermia). È necessario bagnare il cane con abbondante acqua fresca per abbassare la temperatura corporea: si possono usare bottiglie d’acqua o stracci imbevuti. Il colpo di calore può capitare al vostro cane anche mentre è fuori a passeggio: se vi accorgete che ha la pelle che scotta, o che barcolla o addirittura cade a terra ed ha difficoltà a respirare, seguite le stesse istruzioni. Chiamate un veterinario appena possibile poiché se l’animale entra in shock e perde conoscenza, può essere troppo tardi.
Precauzioni generali. Evitate le ore più calde della giornata, e comunque l'esposizione al sole diretto. Questo consiglio vale anche per l'animale che passa alcune ore da solo in casa, in giardino/cortile o in terrazza. È essenziale che abbia un riparo dal sole in qualunque ora del giorno e abbondante acqua fresca a disposizione. Se tenuto legato all'esterno, è necessario assicurarsi che la catena sia sufficientemente lunga per permettere il movimento dell'animale e lo spostamento in una zona ombreggiata. Se in casa, bisogna verificare che ci sia ricambio di aria.
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