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| 15/05/2007 |
Bisceglie, una storia di ordinaria violenza sugli animali
La storia che vi andiamo a raccontare è un episodio come tanti, certamente troppi, che avvengono nella città di Bisceglie. È la cronaca di un ordinario maltrattamento inflitto agli animali, uno dei tanti che si consumano vergognosamente dietro la facciata di perbenismo che vela i comportamenti della gente comune.
Fanny è una cagna meticcia (preferiamo parlare al presente, non senza un velo di tristezza mista a speranza) che partorisce a marzo 6 splendidi cuccioli. L'innato istinto materno la porta ad accudirli in un vecchio rudere abbandonato alla periferia della città, nei pressi dell'ITC “Dell'Olio”. Un luogo all'apparenza sicuro, dislocato in un quartiere che ha adottato senza difficoltà il cane Pasquale, il randagio buono che accompagna i bambini a scuola in cambio di una ciotola di avanzi di cibo.
Del parto vengono a conoscenza alcune cinefile che curano con passione la cucciolata. Ma alla fine di aprile il rudere è demolito, solo 4 cuccioli sopravvivono all'evento e Fanny scompare. Tra il 30 aprile e il 1 maggio alcuni bambini, mossi a pietà, decidono di raccogliere gli orfani e di portarli all'interno di un residence della zona. Le cinefile si accorgono dell'accaduto e sistemano alla bene e meglio un giaciglio, in attesa che qualcuno adotti i quattro cuccioli. Purtroppo la malasorte si accanisce sui fratellini: imprudentemente due di loro decidono di dormire tra gli ingranaggi del cancello automatico in dotazione al complesso residenziale, sicché all'apertura del mostro d'acciaio rimangono incastrati tra gli igranaggi. Vengono liberati da mani pietose, ma la situazione è grave. Una delle cinefile riesce a rintracciare solo uno dei quattro fratellini, lo raccoglie ferito per prestargli le cure del caso: telefona al 118 che non può far nulla, corre da un veterinario amico e salva la cagnetta. Sì, è una tenera cagnetta “disabile”, che non muove più un arto anteriore. Ma la nostra amica non si da per vinta: siccome non può accudire a lungo la cagnetta chiede aiuto alle associazioni animaliste, telefona alla stampa, smanetta su internet, affigge manifesti per la città, si informa, alla fine rintraccia un'associazione torinese che cura, adotta e affida ai richiedenti gli animali con handicap fisici. Ora le aspetta il viaggio della speranza in Brianza per curare i danni neurologici della cagnetta, che forse tornerà a camminare.
Come avrete dedotto dal racconto sappiamo ben poco sulla sorte di Fanny e degli altri cinque cuccioli. In base alle testimonianze frammentarie che abbiamo successivamente raccolto, pare che due di questi siano morti sotto le macerie del rudere, gli altri tre sembra siano stati lanciati in corsa da un'auto sconosciuta, non si sa dove né quando. Il clima omertoso e la cultura del “farsi i fatti propri” ha mortificato ogni nostro tentativo di scoprire la verità sui fatti. Noi preferiamo sperare che Fanny abbia raccolto i suoi cuccioli e sia scappata lontano, in un luogo sicuro, ma temiamo che la sorte della famigliola possa essere tragica: nei pressi dell'ITC abbiamo rivenuto sotto un pino un gatto lapidato, un orrore che in base alla Legge sui maltrattamenti degli animali è perseguibile penalmente. Inoltre, recentemente, abbiamo consegnato alla Facoltà di Veterinaria dell'Università di Bari un gatto morto per sospetto avvelenamento sul quale verrà eseguita un'autopsia.
Vi avevamo raccontato del nostro incontro con l'assessore Russo sul tema del randagismo. Al di là delle buone intenzioni, cui diamo atto al politico, di segnali concreti ne vediamo pochi, né le prospettive sono incoraggianti. Detto che la lotta al randagismo è prevalentemente di competenza dell'ASL, ci saremmo comunque aspettati dalla classe dirigente delle risposte convincenti alle nostre proposte che sono: costruzione del canile comunale (dove Fanny avrebbe accudito i suoi cuccioli senza rischi), accalappiamento, microcippatura e sterilizzazione dei randagi, liberazione controllata degli esemplari non pericolosi, adozione di politiche sociali qualificanti come il randagio di quartiere. A tal fine avevamo messo nero su bianco il progetto della nutrizione di 40 gatti e avevamo proposto una giornata fissa di apertura al pubblico del rifugio “Amici miei”, per favorire le adozioni e promuovere il rispetto del randagio.
La risposta dei politici (di maggioranza ed opposizione) alle nostre istanze è stata connotata dall'assoluto silenzio: a volte ci sembra di ululare al vento, ma questa volta con le nostre grida echeggia il suono del pianto straziato di Fanny!!
Permetteteci al termine di questo racconto di ringraziare le donne che hanno accudito la cucciolata con amore, ed in particolare Nicla che ha dimostrato avere molta più sensibilità e intelligenza di altre persone che fanno parte, senza meritarlo, della società civile. Infine rivolgiamo un accorato appello a favore dell'adozione della cagnetta “disabile”.
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| 14/05/2007 |
Cosmetici: graduale addio ai test sugli animali
Entro il 2013 tutti i test effettuati sugli animali per verificare la sicurezza dei cosmetici dovranno essere definitivamente archiviati. A condizione, però, che si trovino metodi alternativi ugualmente efficaci. La lenta messa al bando delle sperimentazioni sugli animali è stabilita da alcune modifiche della direttiva europea sui cosmetici che ha incaricato l'Ecvam (Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi) di studiare e mettere a punto questi metodi.
I test sugli animali sono utilizzati per analizzare i potenziali eventi avversi per l'uomo provocati dalle sostanze chimiche in tutti i campi che ne prevedono il contatto (per bocca, pelle o inalazione), tra cui i cosmetici. In attesa di altri metodi di pari efficacia, quindi, sono indispensabili per garantire la sicurezza di creme, saponi e affini. La buona notizia è che ad aprile 2007 l'Ecvam ha comunicato la convalida di cinque test nuovi test di irritazione cutanea e oculare. Per ottenere questi risultati sono stati necessari più di tre anni di lavoro.
Grazie alla convalida di questi test alternativi, non sarà più necessario usare i conigli come cavie per valutare gli irritanti più nocivi, sebbene la sperimentazione animale sarà sempre ancora utilizzata, in una certa misura, per gli irritanti leggeri.
Uno dei test messi a punto, inoltre, consente di dimezzare il numero di topi utilizzati per sperimentare le allergie cutanee, risparmiando circa 240.000 topi. Il lavoro del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi non si ferma qui: si stanno valutando altri otto modelli che, se ritenuti adeguati, potranno sostituire completamente i test sui conigli vivi.
Altri segnali positivi dal Reach
Buoni segnali arrivano anche dal regolamento europeo Reach (Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze chimiche) che entrerà in vigore, in una prima parte, a giugno di quest'anno.
Secondo questa norma i produttori dovranno rendere noti i profili di sicurezza delle sostanze chimiche importate o prodotte, condividendo i dati delle loro sperimentazioni, cosa che dovrebbe limitare il numero di esperimenti, anche di quelli sugli animali. Le aziende, infatti, non avranno più alcuna necessità e interesse a eseguire test di cui i risultati sono già noti e validi.
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| 12/05/2007 |
PITBULL: GAGLIONE,ORDINANZA PER TUTELARE ANIMALI E CITTADINI
Il Ministero della Salute e' disponibile ''ad un dialogo sereno e collaborativo'' per emanare nei tempi consentiti dalle procedure parlamentari, una disciplina organica e definitiva di tutto il settore che riguarda il rapporto uomo-cane ma l ordinanza per la ''Tutela dell'incolumita' pubblica dall aggressione di cani'', rispetto alle precedenti ordinanze in materia, garantisce una maggiore tutela sia per gli animali che per i cittadini.
vE' stato il sottosegretario alla Salute, Antonio Gaglione, ha spiegarlo in commissione Affari Sociali della Camera nel corso di una informativa urgente. Respingendo le accuse arrivare da parte di alcuni parlamentari e animalisti, Gaglione ha anche confermato che l'abbattimento degli animali pericolosi e' solo una soluzione estema e non un atto automatico. Per il benessere dei cani, ha aggiunto Gaglione, ''sono state previste norme di cautela importanti, quali il divieto del taglio delle orecchie della coda e delle corde vocali, nonche' la definizione dell'uso del collare elettrico come maltrattamento perseguibile ai sensi della normativa vigente; altro elemento qualificante e' l'istituzione di percorsi di controllo e di rieducazione per la prevenzione delle morsicature, da applicare agli animali che abbiano gia' morsicato, da inserire in una apposita lista''. L elenco delle razze canine e loro incroci e' stato definito da una Commissione del Consiglio Superiore di Sanita'. L'elenco si riferiva a 16 razze, di cui almeno 9 pressoche' inesistenti sul territorio nazionale; a queste e' stata aggiunta la razza Rotweiler che e' risultata, negli ultimi anni, protagonista di numerose aggressioni. Gli obblighi di adottare, per le razze piu' aggressive, sia il guinzaglio che la museruola, quando il cane si trova in pubblico, di prestare vigilanza e di stipulare una polizza assicurativa contro terzi da parte dei proprietari, ''sono rivolti a garantire l'incolumita' delle persone - ha detto Gaglione - e sono obblighi solo parzialmente piu' severi rispetto a quelli che gravano su chi detiene cani che appartengono a tutte le altre razze''. Il Ministero della Salute sta elaborando una circolare esplicativa da sottoporre all esame di un Gruppo di lavoro del quale fanno parte anche le componenti regionali, sui criteri per la classificazione del rischio da cani con aggressivita' non controllata, i parametri per la rilevazione, i percorsi di controllo e rieducazione per la prevenzione delle morsicature. La deputata della Rosa nel Pugno, Donatella Poretti, ha criticato il modo con cui si e' giunti all'ordinanza dettata fin dal 2003 da quella che ha definito una emergenza giornalistica. L'uso congiunto di museruola e guinzaglio, ha aggiunto la parlamentare, non e' sempre necessario, ne impedisce la socializzazione e puo' comportare il manifestarsi di atteggiamenti aggressivi. Gli eventi di morsicature si sono infatti realizzati o in casa o in presenza di cani sciolti, in alcuni casi scappati dai loro recinti.
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