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| 27/03/2007 |
ALLARME GHIACCI IN CANADA; E' STRAGE FOCHE
Allarme rosso per le foche in Canada. E' strage di cuccioli e questa volta ancora prima dell'apertura ufficiale della stagione di caccia. La nuova carneficina e' colpa dei cambiamenti climatici: i ghiacci disciolti costringono le madri a partorire in acqua e i cuccioli muoiono affogati. A breve sulla testa di questi mammiferi ad alto rischio ci sara' anche il via alla caccia. L'sos foche e' stato lanciato dalla Lav che chiede di fermare i bastoni dei cacciatori nelle zone piu' a rischio e al Governo italiano di ''approvare subito la legge per il bando dell'import di prodotti di foca''. Le ultime drammatiche notizie arrivano direttamente dal Canada dove un elicottero, ha riferito il vicepresidente della Lav, Roberto Bennati, ha sorvolato alcune aree piu' frequentate da questi mammiferi. ''I risultati sono da vera emergenza - ha detto Bennati - i ghiacciai sono in condizioni peggiori addirittura del 2002 quando il 75% dei cuccioli nacquero in acqua e morirono affogati. Da un punto di vista scientifico ci sono quindi tutti i presupposti per dare uno stop alla caccia nelle zone piu' colpite dall'emergenza clima''.
In tal senso, ha reso noto il vicepresidente della Lav, il Fondo internazionale per la protezione degli animali (Ifaw) ''ha chiesto ufficialmente al Governo canadese di non aprire la caccia''. Punto caldo il Golfo di San Lorenzo: ''Dopo due ore di volo l' elicottero - ha riferito Bennati - ha avvistato appena 20 cuccioli e 30 madri mentre in questo periodo gli esemplari in quest'area dovrebbero essere a migliaia''. E la gravita' della situazione e' evidente dal fatto che ''il Governo canadese non ha ancora ufficializzato la data di inizio della caccia e le quote''. ''Un fatto gravissimo - ha rilevato Bennati - perche' tutti gli anni la data di apertura e le quote vengono pubblicate non solo tempestivamente ma con settimane di anticipo. Questo silenzio da' la misura della gravita' della situazione''. Situazione contrassegnata da un evento drammatico come lo scioglimento dei ghiacci.
''Le foche - ha spiegato Bennati - nascono sul ghiaccio stanno una settimana circa con la madre sul ghiaccio poi vengono abbandonati perche' le madri devono andare ad accoppiarsi di nuovo, visto che la gestazione e' lunga. In questo periodo di solitudine sui ghiacci i cuccioli non sono in grado di mangiare e si sostentano con il nutrimento trasmesso loro dalla madre con il latte molto grasso. Solo dopo entrano in mare. Se nascono in acqua muoiono affogati''.
Per quanto riguarda le cifre di caccia, nel 2006 sono state uccise 325 mila foche e, nel triennio precedente, un milione. Da due settimane i cuccioli hanno cominciato a nascere. I cacciatori sono in grado di raggiungere le quote di caccia fissate in 15 giorni. Due in particolare le specie nel mirino dei cacciatori, e che coprono quasi tutto il mercato, spiega Bennati: la foca arpa, detta cosi' perche' gli adulti hanno un disegno sul dorso che ricorda lo strumento musicale, e la foca dal cappuccio. E per loro, quest'anno, oltre allo spettro della mattanza, anche il clima. Due fattori di grande impatto sulla salvezza della specie. Da qui l'appello della Lav al ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio: ''Chiediamo al ministro Pecoraro Scanio - ha detto Bennati - che si dia atto agli impegni stabiliti in Parlamento e si proceda all'approvazione della legge sul bando nazionale all'import di prodotti di foca''.
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| 26/03/2007 |
Ad Arezzo arrivano in corsia i "dottori a quattro zampe"
All'Ospedale San Donato di Arezzo, a partire da fine marzo 2007, inizia il progetto "Dottori a quattro zampe": protagonisti principali, i cani che saranno condotti nei reparti di pediatria e oncologia per creare momenti di "A.A.A.", ovvero Attività Assistita con Animali - meglio conosciuta come "pet therapy" - e d'incontro con i pazienti.
Nelle strutture ospedaliere moderne, in Italia e all'estero, è sempre più diffuso l'uso della "pet therapy" come trattamento di supporto verso i pazienti che vivono con maggiore disagio psicologico la permanenza in ospedale, o che - a causa delle terapie chirurgiche o farmacologiche cui sono sottoposti - hanno bisogno di maggiore sostegno e di attività riabilitative e di risocializzazione. Le esperienze fin qui condotte hanno infatti dimostrato che l'allegria, la gioia, la curiosità che sono in grado di suscitare i nostri amici a quattro zampe hanno benefiche ricadute sull'umore ma anche sul sistema immunitario e sulle capacità di ripresa degli ammalati. Il clima si rilassa e si rasserena, la cura che operatori e pazienti dedicano ai cani - dargli da mangiare, da bere, le coccole.. - diventa essa stessa una "cura" per tutti, un momento importante di socializzazione e contatto, migliorando complessivamente benessere e la qualità della vita di un intero reparto.
Il progetto "Dottori a quattro zampe" è condotto dall'Associazione G.A.I.A. (Gruppo di Aiuto Interdisciplinare con Animali) di Arezzo, presieduta dalla dr. Francesca Mattesini, che metterà a disposizione cani appositamente preparati per questo tipo di intervento e tutta l'esperienza e competenza degli operatori dell'Associazione. L'intero progetto, comprese le procedure igienico-sanitarie più idonee per inserire gli animali all'interno dei reparti, ha ottenuto la piena approvazione dei primari interessari, oltre che del Direttore Sanitario, dr. Luca Bianciardi, e del Direttore Generale della USL8, dr. Monica Calamai. Info: Francesca Mattesini 392.1345900 - gaiaassociazione@yahoo.it / Punto informazioni e ascolto azienda USL8 - via Curtatone, 54 - 52100 Arezzo - tel 0575.254000 - info@usl8.toscana.it
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| 26/03/2007 |
USA; CON TEST DNA 15 NUOVE SPECIE UCCELLI
In America scoperte 15 nuove specie di uccelli, tra cui corvi e civette, grazie a test genetici che hanno rilevato leggerissime variazioni di minuscole porzioni di Dna. Utilizzando la tecnica del 'codice a barre genetico', secondo la quale anche piccole porzioni di Dna possono guidarci nella classificazione delle forme viventi, specie diverse sono risultate geneticamente identiche, mentre esemplari classificati come appartenenti a una stessa specie hanno mostrato differenze genetiche significative. Il report, realizzato da un team di ricercatori, biologi molecolari ed evoluzionisti - coordinati da Paul Hebert del Biodiversity Institute of Ontario - e' stato pubblicato sul British Journal Molecular Ecology Notes. A darne notizia il sito tutelafauna.it. I ricercatori sperano di poter utilizzare in futuro questa tecnica per creare un database di tutte le forme di vita esistenti sulla Terra. Uno studio simile, condotto nella Guyana su 87 specie di pipistrelli, ne ha individuate 6 nuove, indicando che forse gli studi sulla base dei quali sono state sino ad oggi distinte le specie sono troppo superficiali e inadatti a coglierne le vere differenze genetiche. Secondo i ricercatori, una differenza nel codice genetico del 2,5% e' sufficiente a distinguere una specie dall'altra, pur in presenza di identico aspetto, piumaggio e canto, mentre una differenza dell'1% a livello genetico significa l'assenza di incroci tra specie a partire da almeno un milione di anni. Lo studio ha analizzato esemplari appartenenti a ben 643 specie di uccelli (oltre il 90% di quelli Nordamericani), dall'Artico alla Florida, specie comuni e anche molto studiate. Quelle che hanno ''partorito'' nuove specie genetiche sono: Fulmaro artico (Fulmarus glacialis) Piro-piro solitario (Tringa solitaria), Assiolo americano (Megascops kennicottii), Warbling Vireo (Muscicapa gilva), Ghiandaia messicana (Aphelocoma ultramarina ), Ghiandaia di macchia (Aphelocoma californica), Corvo imperiale (Corvus corax), Cincia delle montagne (Poecile gambeli ), Codibugnolo americano (Psaltriparus minimum), Scricciolo (Troglodytes troglodytes), Scricciolo di palude (Cistothorus palustris), Scricciolo di Bewick (Thryomanes bewickii), Tordo eremita (Catharus guttatus), Mimo beccocurvo (Toxostoma curvirostre) e Stornella allodola orientale (Sturnella magna). Questo tipo di approccio potrebbe cambiare radicalmente i termini del problema: specie non identificate come tali dalla zoologia classica, magari non soggette a nessuna particolare forma di tutela, potrebbero in realta' dimostrare caratteri unici a livello genetico che li identificano come specie a se', mutandone drasticamente le considerazioni sullo stato di conservazione. Lo stesso studio ha evidenziato che 14 coppie di specie di uccelli con identita' separate erano ''gemelli genetici''. In due casi addirittura tre specie simili erano in realta' triplette genetiche. Infine, otto specie di gabbiano sono in realta' geneticamente quasi identiche. Ad esempio l'Oca delle nevi (Anser caerulescens) e l'Oca di Ross (Anser rossii) hanno in realta' un Dna identico al 99,8% e la stessa percentuale vale tra il Gabbiano glauco (Glaucous Gull) e il Gabbiano islandico (Larus glaucoides). La Gazza (Pica pica) e la Gazza azzurra beccogiallo (Urocissa flavirostris) sono geneticamente identiche al 99,6% pur essendo, a occhio, decisamente diverse. Secondo gli scienziati questo ''accorpamento'' di specie in certi casi sarebbe opportuno, in altri si tratta probabilmente di un fenomeno estremamente interessante, perche' rappresenterebbe la prima fase evolutiva di una nuova specie. Gli scienziati sperano ora di raccogliere fondi per 100 milioni di dollari per completare la catalogazione del ''codice a barre della vita'': finora, grazie alla collaborazione di musei e universita' sono state classificate 25.000 specie, l'obiettivo e' di arrivare a 500.000 specie entro il 2014.
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